La Canon EOS 1D è allo stesso tempo la matriarca che ha definito tutte le dslr professionali di Canon, la fotocamera che è arrivata al momento giusto per rispondere a Nikon ed allo stesso tempo anche una fotocamera unica ed irripetibile per il brand, com'è 25 anni dopo?
Piccola premessa, in questa serie di articoli scriverò delle piccole "recensioni" di alcune macchine fotografiche che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti.
Per parlare della Canon EOS 1D è indispensabile analizzare il contesto storico dell'epoca, gli anni 90 sono ancora ampiamente appannaggio della pellicola anche se qualcosa si sta muovendo in modo sempre più dirompente, da un lato nella seconda metà del decennio il mercato viene invaso da carrettate di compatte digitali, ci si buttano tutti, dai brand fotografici storici fino a quelli più legati all'informatica o alle stampanti come, ad esempio, HP, Mustek, etc. Dalla parte opposta ci sono le "super" professionali su cui sta lavorando, fin dai primi anni del decennio, quasi solo Kodak, la casa statunitense prende corpi analogici Nikon, principalmente, e Canon e li modifica inserendo sensori, elettronica, etc, queste fotocamere sono commercializzate come Kodak DCS Pro, principalmente, ed in alcuni casi coi marchi che hanno fornito i corpi analogici. Parliamo di fotocamere grandi, pesanti, complicate e che costano cifre folli e per questo appannaggio di agenzie di stampa e grandi testate che hanno sempre più bisogno di ricevere le foto in redazione quasi in tempo reale.
Con lo scorrere degli anni novanta queste fotocamere prendono sempre più piede e, complice anche l'invasione delle compatte digitali, il continuo miglioramento dei PC e la qualità dei file che chiude il gap rispetto alla pellicola, diventa sempre più chiaro che il digitale è il futuro.
In questo contesto Nikon prende tutti in contropiede a giugno del 1999 presentato la sua top professionale digitale, la Nikon D1, non è più un analogica "digitalizzata" da Kodak, ma una fotocamera progettata digitale pur partendo dalla F5 come base ed al lancio costa la metà della Kodak DCS Pro più economica, parliamo di 5000 dollari del 1999 contro il doppio della Kodak meno cara! Canon sembra essere presa alla sprovvista, un anno dopo presenta la sua prima reflex digitale, la Canon D30, una buona prosumer ma che non può competere e Nikon a febbraio del 2001 sembra provare l'allungo quando presenta le D1x e D1h, Canon rischia di rimanere indietro, fino a settembre del 2001 quando finalmente risponde alla concorrenza presentando questa EOS 1D.
Canon sa di non poter sbagliare e fa le cose per bene mettendo tutta la sua tecnologia in questa fotocamera ma, allo stesso tempo, forse proprio per evitare passi falsi, lascia per un attimo da parte il CMOS dotando questa fotocamera di un CCD da 4 megapixel ma puntando su un sensore un pò più grosso in formato APS-H.
Siete confusi? Serve un altro contesto storico, in quegli anni il full frame ancora non si è visto, anche se Contax e Pentax hanno annunciato una reflex in quel formato, e la tecnologia più diffusa, anzi quasi l'unica, ed anche considerata quella di maggior qualità, è il CCD. L'eccezione? Canon che crede nel CMOS per le reflex tanto che la D30 citata sopra ha un sensore con quella tecnologia e che, a differenza della concorrenza, tutte le DSLR Canon, a parte questa 1D, saranno dotate di CMOS.
Insomma questa Canon 1D resterà l'unica reflex Canon con un CCD ma Canon non è solo con la tecnologia dei sensori a fare a modo suo ma anche con i formati, la D30 uscita nel 2000 ha un APS-C ma un pochino più piccolo di tutti gli altri, fattore di crop 1,6x, e così rimarrà, nel 2001 con questa 1D introdurrà l'APS-H, che rimarrà sulle 1D più "sportive" fino alla MkIV, ed infine nel 2002 lancerà sul mercato la 1Ds full frame.
Per farla breve, pur con l'unicità, per Canon, del sensore CCD, questa 1D non solo fù la risposta per riprendere Nikon ma finì per dar vita a due serie professionali di estremo successo, le 1D con sensore APS-H, più dedicate allo sport ed alla fotografia veloce, e le 1Ds con il sensore full frame, almeno fino al 2012 quando le due linee si fonderanno nella linea 1Dx, e se negli anni 2000 avete frequentato contesti professionali (io giravo per autodromi, stadi e palazzetti) sapete di che successo parlo, la distesa di teleobbiettivi bianchi era un segno inconfondibile.
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Ma quindi com'è questa Canon EOS 1D, capostipite di una stirpe di successo, e cosa ne ha decretato il dominio? Di sicuro non l'ergonomia e la comodità d'utilizzo, lascio da parte la "rotellona" posteriore al posto della classica ghiera, segno distintivo Canon, io non mi ci sono mai trovato, per avendo avuto Canon come sistema principale nel decennio 2006-2016, ma è una questione di gusti, ed anche l'impugnatura, anche questa non è scomoda e dipende dai gusti ma gli preferisco decisamente quelle Nikon ma anche Pentax e Olympus, sono ad esempio i tre pulsantini sulla calotta, a sinistra del pentaprisma, da tenere premuti in combinazione, a seconda del parametro da modificare con la ghiera, a risultare veramente senza senso, sembrano una specie di rompicapo. Discorso simile per i menu digitali, per scorrerli, sia in verticale che in orizzontale, richiedono di tener premuto un pulsante e scrollare con la ghiera e la voce selezionata si attiva quando si lascia il pulsante, il tutto risulta macchinoso, scomodo e tutt'altro che veloce per una fotocamera che proprio nella velocità dovrebbe trovare il suo punto di forza.
Ma poi si inizia a scattare e cambia tutto, il mirino ottico con copertura del 100% ed ingrandimento 0.72x è un piacere, i 45 punti di messa a fuoco all'epoca erano una cosa incredibile (le D1/D1x/D1h ne avevano 5!), ed in generale la fotocamera è reattiva, veloce ed affidabile, anche oggi 25 anni dopo l'uscita! La resa poi è unica, i 4 megapixel su un CCD APS-H e con la color science Canon sono un unicum ed è anche il sensore CCD più grosso che si possa avere ad un prezzo abbordabile, questa Canon 1D con un pò di fortuna si può trovare tra i 250€ ed i 300€, l'unico altro APS-H è quello della Leica M8, per CCD più grossi si passa ai full frame di Leica M9 o Contax N1 Digital, buona fortuna, oppure bisogna passare ai medio formato dove la più "economica" è la Pentax 645D.
Tutto questo mi porta ad una riflessione, molti appassionati di CCD parlano delle tante APS-C o anche delle 4/3, i puristi parlano della 645D o delle Hasselblad ed i Leicisti, beh, sono Leicisti, ma la maggior parte dimenticano completamente la Canon 1D, buon per me che sono riuscito a portarne a casa una ottima a poco più di 200€, ma sinceramente fatico a comprenderne il motivo, un CCD APS-H in un corpo top professionale è davvero tanta roba e soprattutto una piacevole "anomalia" visto che Canon non ha fatto altre reflex digitali con un CCD.
Un ultima nota, i raw della Canon 1D sono in formato tiff ma possono tranquillamente essere gestiti con Canon Digital Photo Professional.
LE TRE COSE PER CUI LA CONSIGLIO
- Il sensore CCD più grande a prezzi ragionevoli.
- L'unica dslr Canon con un sensore CCD.
- Professionale Top di gamma, un piacere.
LE TRE COSE PER CUI LA SCONSIGLIO
- Non facilissima da trovare in buone condizioni e non strausata.
- Grande e pesante, dovete aver voglia di uscire con lei!
- I comandi, sia pulsanti che menu, sono un pò macchinosi.



