L'Olympus 7-14mm F2.8 PRO è dal 2015 il riferimento per i supergrandangolari del sistema, arrivato circa sei anni dopo il 7-14 F4 Panasonic ha preso la leadership e non l'ha più lasciata nonostante le alternative comparse negli ultimi anni. E proprio per questo ve ne parlo un pò per capire se è un investimento necessario.
Piccola premessa, in questi articoli scrivo delle piccole "recensioni" di alcune mirrorless Olympus e delle lenti che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti, su cosa mi piace e cosa meno.
Parlare delle lenti Pro Olympus di questo livello è sempre complicato, trovare un difetto è difficile, se non impossibile, ed il rischio di sembrare un fanboy è altissimo. Vale anche per questo Olympus 7-14mm F2.8 PRO che è costruito benissimo, tutto in solido metallo, a parte tappi e paraluce integrato, tropicalizzato e, come sempre, con clutch per la messa a fuoco manuale e tasto funzione programmabile. La lente è grandina e pesante per la media del m43 ma non in assoluto, il paraluce integrato è ben fatto e comodo ed il tappo ci si incastra perfettamente. La lente frontale è grande e bombata, non permette il montaggio di filtri a vite, lo zoom è interno ma non completamente.
Mi spiego, zoomando il barilotto della lente non cambia lunghezza ma la lente frontale si muove avanti ed indietro all'interno del paraluce, a 14mm è molto interna lasciando un lungo paraluce molto protettivo mentre a 7mm avanza fino ad arrivare a filo dei due petali più corti del paraluce rendendo la lente abbastanza esposta e poco protetta. Io, per evitare problemi dovuti ad urti inaspettati, quando cammino con la macchina al collo o in mano tendo sempre a rimetterla a 14mm.
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Considerati dimensioni e peso questo Olympus 7-14mm F2.8 PRO risulta ben bilanciato sulle Olympus serie 1 ma è comunque utilizzabile comodamente sulle serie 5. Io la uso anche con la Pen F ma con un fondello in pelle con un impugnatura più pronunciata.
L'escursione da 7mm a 14mm (angolo di campo da 14-28mm equivalente su FF) è abbastanza tipico degli zoom supergrandangolari e versatile solo in quel range, la resa è semplicemente spettacolare, sinceramente è difficile trovare qualcosa da dire per una lente che rasenta la perfezione.
Alcuni criticano l'eccessiva presenza di flare e ghost ma a me sembrano discorsi con poco senso, è vero che soffre un pò alcune situazioni con luci frontali e laterali, soprattutto a 7mm, ma come tutti i supergrandangolari così estremi e luminosi anzi, secondo me, fa meglio di altri che ho provato. Su queste focali anche pochissimi mm fanno un enorme differenza perchè permettono paraluci più pronunciati e protettivi, basti vedere proprio su questo 7-14 quanto la lente fontale si sposti avanti per accorciare il paraluce, spostandosi da 14mm a 7mm, per evitare che il paraluce stesso compaia nell'immagine.
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Resta il fatto che non è una lente facilissima da gestire soprattutto in piena luce in esterno ma chi prende lenti su queste focali dovrebbe saperlo. Il campo di battaglia di questo Olympus 7-14mm F2.8 PRO sono gli interni dove di solito si ha il controllo delle luci, se vi interessa un supergrandangolare da esterni potreste pensare di rinunciare ad un poco di angolo di campo ed ad uno stop di luminosità puntando al più versatile Olympus 8-25mm F4.0 PRO ma ne parleremo dopo.
La distanza minima di messa a fuoco è di soli 20cm dal sensore permettendo dei discreti close-up ambientati ed in questi casi, sfruttando la massima apertura di F2.8 e mettendo un pò di distanza tra soggetto e sfondo, regala anche uno sfocato molto piacevole.
Parliamoci chiaro se cercate uno zoom su queste focali e luminosità non ci sono alternative nel sistema, punto, e ci sono pochissime alternative in generale mi vengono in mente solo i Laowa 6mm F2 e 7,5mm F2, validissime alternative ma comunque non completamente paragonabili, parliamo di dei fissi con messa a fuoco manuale (anche se a queste focali non è un problema) e con una qualità che seppur molto buona non arriva a quella stellare del 7-14 in oggetto che risulta nitidissimo dal centro ai bordi anche a tutta apertura.
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Detto tutto questo è indispensabile investire sull'Olympus 7-14mm F2.8 PRO per scattare a queste focali? Al solito dipende, se siete dei professionisti che necessitano di massima qualità, luminosità per scattare in interni e della versatilità di uno zoom sì, non ci sono alternative. Ma io non sono un fotografo professionista e per amatori ed appassionati le alternative, anche se non molte, ci sono a seconda delle esigenze. Se non avete le esigenze di cui sopra ma volete comunque un'elevata qualità potete guardare all'Olympus 8-25mm F4.0 PRO, perdete circa 7° di angolo di campo ed uno stop di luminosità ma guadagnate in versatilità (arriva fino a 50mm equivalenti e monta filtri a vite) e risulta anche un pò più facile da gestire con le luci laterali e ghost.
Se poi non vi serve la versatilità di uno zoom, la messa a fuoco manuale non vi spaventa e non siete di quelli che vogliono contare i peli con la foto ingrandita al 200% potete guardare al Laowa 6mm F2 oppure se volete ridurre il budget e non vi servono focali così estreme il TTartisan 10mm F2 che a rapporto qualità/prezzo è quasi imbattibile.
In conclusione la scelta, come sempre, non è univoca ed è fondamentale aver chiaro cosa ci serve, resta il fatto che l'Olympus 7-14mm F2.8 PRO è indubbiamente il re dei supergrandangolari del sistema senza se e senza ma.
LE TRE COSE PER CUI LA CONSIGLIO
- Nitidezza dal centro ai bordi anche a tutta apertura.
- Qualità costruttiva e d'immagine tipica delle lenti Pro Olympus.
- Miglior supergrandangolare del sistema.
LE TRE COSE PER CUI LA SCONSIGLIO
- Se usate spesso i filtri sarete costretti con quelli a lastra.
- Se non vi serve necessariamente massima qualità qualche alternativa c'è.
- Lente non per tutti, da gestire soprattutto a 7mm ma vale per qualsiasi supergrandangolare.






