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Olympus Pen E-P3

Olympus Pen E-P3

Della serie Pen E-P di Olympus mi mancava solo lei, ne ho trovata una nuova con ancora il cartellino e le pellicoline blu attaccate, potevo forse lasciarmela scappare? Ovviamente no, lei è l'erede della capostipite E-P1 e si vedono già le basi che hanno dato vita alla leggendaria E-P5, non poteva mancarmi, l'ho provata e ve la racconto.

Piccola premessa, in questi articoli scrivo delle piccole "recensioni" di alcune mirrorless Olympus e delle lenti che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti, su cosa mi piace e cosa meno.

Negli scorsi anni vi ho già parlato di Pen E-P1, E-P5 ed E-P7, alla lista mi mancava solo questa E-P3, ho faticato a trovarne una in buone condizioni ed ad un buon prezzo ma quando me ne è capitata una nuova di fabbrica, anche se ad un prezzo un poco più alto di quello che cercavo, non ho resistito. Per precisione per completare la collezione mi mancherebbe anche la E-P2 ma salvo colpi di fortuna inaspettati non la prenderò, la E-P2 usci pochi mesi dopo la E-P1 e di fatto l'unica differenza tra le due è che sulla seconda era stata aggiunta la porta accessori, sotto alla slitta del flash, per attaccare il mirino opzionale o altri accessori lanciati successivamente.

Ma entriamo nel vivo di questa Olympus Pen E-P3, guardandola si vede subito che è figlia della E-P1 ma si notano anche delle modifiche che si ritrovano sulla successiva E-P5, ad esempio il flash pop-up sulla parte sinistra che ha fatto spostare la ghiera delle modalità sulla destra, accanto al pulsante di scatto. Oppure il leggero incavo dove è posizionato il pulsante di accensione, che sulla E-P5 verrà sostituito da una levetta. Operativamente però rimane simile alla E-P1 con entrambe le ghiere di comando poste sul lato posteriore, una verticale sull'appoggio del pollice e l'altra ghiera attorno al pad a quattro vie, ghiera che una famosa fotografa/youtuber chiama "spin wheel of chaos" e condivido anche se, nel caso di queste Pen E-P, è stata leggermente incassata e protetta rendendo meno facile cambiare impostazioni inavvertitamente.

Rispetto alla precedente il salto tecnologico è evidente, la E-P1 aveva ancora un menu derivato dalle reflex 4/3 mentre questa ha il classico menu delle mirrorless Olympus, lo schermo ha una maggiore risoluzione ed è decisamente più usabile oltre ad essere touch e permettere messa a fuoco e/o scatto direttamente appoggiandoci il dito. La E-P3 guadagna poi alcune delle funzioni che hanno reso famose le piccole Olympus come il bracketing di diversi parametri. 

OlympusPenEP7a OlympusPenEP7a

 

La Pen E-P3 era disponibile in diverse colorazioni, nera, bianca e questa silver che secondo me è bellissima, anche perchè sul posteriore è tutta di metallo (La E-P1 ed E-P2 avevano la parte destra accanto allo schermo in plastica nera) e l'impugnatura frontale può essere facilmente rimossa con una vite rendendola un unico blocchetto di metallo argentato davvero elegante. La sensazione in mano è molto piacevole, solida e pesante, si usa benissimo. Il contro è che resta una macchina grandicella e pesantina, di sicuro meno tascabile delle sorelline E-PL o E-PM.

E per quanto riguarda le foto? Monta il più che buono sensore da 12 megapixel, stabilizzazione a tre assi e classica resa Olympus, insomma niente di cui lamentarsi, ovviamente non è una macchina particolarmente adatta per fotografia molto dinamica ma fa il suo lavoro e lo fa  bene. Ma veniamo al dunque, la consiglierei all'alba del 2025? Secondo me entrano in gioco valutazioni molto personali come l'estetica, il volere a tutti i costi la seconda ghiera di comando o una particolare occasione da un privato, altrimenti oramai sulla stessa fascia di prezzo o a poco di più ci sono altre alternative. Prendo come riferimento un noto store online specializzato in materiale fotografico usato, una Pen E-P3 in buone condizioni si trova a 160€, a 180€ come nuova. Considerate che, rimanendo sulle Pen, a poco meno di 200€ potete trovare una E-PL5 che perde una ghiera di comando ma guadagna lo schermo tilt ed ha già il sensore da 16 megapixel, che fa una certa differenza, mentre tra i 120€ ed i 130€ si trova una Pen E-PL3 che perde una ghiera di comando ma guadagna lo schermo tilt ed è molto più piccola, praticamente tascabile. Da valutare anche che a prezzi simili a quelli della E-P3 si trova la prima E-M10 con schermo tilt, sensore da 16 megapixel e mirino incorporato. E la successiva Pen E-P5? Quella macchina è un capolavoro e continua a tenere il prezzo, per una almeno in buone condizioni si va dai 340€ in su.

Insomma la E-P3 a 14 anni dalla sua uscita rimane una buona macchina ma un eventuale scelta è più di cuore che razionale, molto usato tende ad appiattirsi e rimanere sulla fascia tra i 150€ ed i 200€ lasciando quindi tante alternative.

LE TRE COSE PER CUI LA CONSIGLIO
- Esteticamente bellissima, soprattutto la versione silver.
- Pur con gli anni che passano continua a fare buone foto.
- Costa poco ed è un discreto pezzo da collezione.

LE TRE COSE PER CUI LA SCONSIGLIO
- Sulla stessa fascia di prezzo ci sono tante alterative, come spiegato qui sopra.
- Lo schermo fisso per una macchina usabile solo con quello non è sempre comodo.
- E' grandicella e pesante rispetto ad altre Pen con pari caratteristiche o prezzi simili.

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Classe '78, Varesino e Ducatista.

Appassionato di motori, fotografia, tecnologia, Lego, videogiochi, fumetti, film, serie tv...

Nostalgico degli ineguagliabili anni 80.

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