Minuscola, elegante e, nonostante le sue 12 primavere, ancora capace di divertire e regalare buonissime foto. Ho acquistato mesi fa questa Olympus Pen E-PM1 giusto perchè mi mancava una E-PM nella mia collezione ed anche perchè è stata l'unica del sistema ad essere rilasciata anche in viola, il mio colore preferito, ma usarla mi ha stupito e fatto riflettere.
Piccola premessa, in questi articoli scrivo delle piccole "recensioni" di alcune mirrorless Olympus e delle lenti che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti, su cosa mi piace e cosa meno.
Piccola introduzione storica, Olympus ha lanciato la sua prima mirrorless micro 4/3 nel 2009 con una Pen, la E-P1, l'anno successivo la linea delle Pen ha raddoppiato con la E-PL1 (le Pen "light") e nel 2011 ha addirittura triplicato con questa E-PM1 (le Pen "mini"), quell'anno furono presentate in contemporanea le Pen E-P3, E-PL3 e questa E-PM1, una cosa che non ebbe un seguito ed anzi nei due anni successivi (2012 E-PM2 e 2013 E-P5) due delle tre linee vennero bloccate lasciando la sola serie E-PL a portare avanti la tradizione delle Pen, uniche eccezioni la one off Pen F e la recente E-P7 che ha resuscitato la linea della primogenita ma questa è un altra storia che ho già raccontato.
Come detto questa serie ha avuto solo due macchine in due anni e poi più niente, un vero peccato perchè credo fosse la perfetta alternativa alle compatte dell'epoca ma con la qualità di macchine molto più professionali.
Col senno di poi penso che a limitarne il successo all'epoca fu la mancanza di lenti davvero adatte a questa macchina, mi spiego, veniva venduta in kit col 14-42 3.5-5.6II R una buonissima lente kit ma che, pur compatta, era decisamente sproporzionata rispetto alle dimensioni della E-PM1 vanificandone il suo vantaggio, a quel punto tanto valeva guardare alle E-PL3, poco più grande, poco più costosa ma con lo schermo tilt e qualche funzione in più. All'epoca l'unica lente che permetteva alla E-PM1 di essere tascabile come doveva essere era il 17mm 2.8 di cui però tutti conosciamo i difetti a partire da un AF particolarmente lento e rumoroso.
La lente che avrebbe potuto dare maggior successo alla E-PM1 è il 14-42 EZ lanciato però sul mercato solo nel 2014, questa infatti è una delle lenti che sto usando di più assieme alla E-PM1, l'unica zoom, assieme al Panasonic 14mm f2.5 ed al famoso "tappo" 9mm fisheye anche queste due lanciate nel 2014 quando la linea delle mini era già stata soppressa.
Anche oggi non è che ci sia ampissima scelta tra le lenti pancake ma sicuramente qualcosa in più rispetto al 2011 c'è e sono queste lenti a dare un senso a questa macchina perchè le permettono di entrare nel taschino di una giacca e di far chiudere un occhio su alcune limitazioni rispetto alle sorelle maggiori dell'epoca. Oltre alle lenti sopra citate si può guardare anche nel mercato delle compatibili e li troviamo la lente con cui mi sto divertendo di più in abbinamento alla E-PM1, il 7artisans 18mm F6.3 prima serie, detto UFO, quello a messa a fuoco fissa. Questa coppia macchina lente entra anche nella tasca dei jeans e l'apertura ed il fuoco fisso riportano l'esperienza d'uso alle punta e scatta analogiche ricordandomi le Kodak Instamatic che usavo da ragazzino.
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La Pen E-PM1 è semplicemente elegante e bellissima, lasciando perdere la tamarraggine della mia viola, basta guardare le altre colorazioni, la silver in particolare. La macchina è quasi tutta in metallo e questo regala una bellissima sensazione in mano oltre a darle il giusto peso e, pur non avendo impugnature sul frontale, si tiene bene in mano con lenti compatte grazie ad una fascia in gomma sul posteriore che permette un ottima presa col pollice.
La macchina non ha le classiche ghiere rendendo un poco più lenti alcuni passaggi ed un vero incubo scattare in full manuale ma non è quello per cui è pensata la E-PM1, pur permettendolo. Premendo il tasto menu, rispetto alle altre Olympus, si accede ad un primo menu di scelta della modalità di scatto (Art, iAuto, Scene, Video, P, A, S, M) ed al Setup, selezionando quest'ultima voce troveremo il classico menu di tutte le Olympus (OM-1 a parte). Il tasto OK ci permette di accedere al solito super control panel menu e la ghiera attorno al tasto OK può essere impostata per selezionare tempo o apertura (è al solito personalizzabile come i tasti) rendendo comunque piuttosto semplice scattare in priorità di uno o dell'altro.
Lo schermo pur avendo la sua età è comunque definito e ben visibile permettendoci di inquadrare e scattare senza troppe difficoltà, attenzione se pensate di abbinarci una lente manuale (tra le lenti piccole ho provato anche i TTArtisan 25 e 50 F2) perchè l'unico aiuto alla messa a fuoco manuale è lo zoom, all'epoca non era ancora presente il focus peaking, e questo può rendere un pò noiosa la messa a fuoco manuale.
Il sensore da 12 megapixel pur avendo palesi limiti rispetto ai successivi da 16 e 20 fa comunque il suo lavoro, in condizione di buona luce a non mi ha creato nessun problema permettendomi ottime stampe anche in formato A4, va invece in difficoltà quando si devono recuperare molto le ombre o quando le condizioni di luce richiedono di salire con gli iso, la E-PM1 consente di arrivare a 12800 ma limiterei il più possibile le escursioni sopra i 1600 anche se i recenti software hanno reso molto più recuperabili anche i file di queste "vecchiette".
In conclusione cosa posso dire... dico che mi viene difficile scrivere una conclusione completamente imparziale perchè mi sono innamorato di questo minuscolo gioiellino, non fraintendetemi, non potrei fare a meno di tutte le nuove funzioni contenute nelle mie OM-1 e OM-5, ma avere questa E-PM1 sempre in tasca mi ha riavvicinato all'essenza della fotografia punta e scatta, la tengo quasi sempre in priorità di apertura e con gli iso in auto col limite a 1600, quando vedo qualcosa che mi piace la estraggo dalla tasca, accendo, scelgo l'apertura e scatto, fine, e meglio ancora quando uso il 7Atisans "ufo lens", in quel caso devo solo accendere, inquadrare e scattare, come facevo con le tanto care Kodak Instamatic.
Alla fine utilizzare l'Olympus Pen E-PM1 mi ha fatto rendere conto di quanto siano utili e comode le innovazioni delle macchine più recenti ma anche che dobbiamo essere in grado di capire quando ci servono davvero, per divertirsi fotografando spesso la macchina migliore è quella più semplice e la da avere sempre con se è la più piccola e trasportabile, la E-PM1 centra entrambi gli obbiettivi e mi sta facendo divertire tantissimo. Come ho scritto altrove forse tendiamo a dare troppo peso all'attrezzatura finendo per rimanerne schiacciati, l'insegnamento che mi ha lasciato l'utilizzo di questa piccola Pen è che dobbiamo imparare a farlo solo quando ci serve davvero.
LE TRE COSE PER CUI LA CONSIGLIO
- Minuscola, abbinata alle giuste lenti entra in qualsiasi tasca.
- Elegantissima, fa sempre la sua figura.
- Visto il costo dell'usato è perfetta per farsi una "punta e scatta" economica da tenere sempre con se.
LE TRE COSE PER CUI LA SCONSIGLIO
- Se volete prendere un unico corpo e non avete bisogno di questa super compattezza, sul mercato si trovano altre Olympus con più funzioni a prezzi simili.
- Se sapete già che dovrete spesso salire con gli iso, in questo caso meglio guardare almeno al sensore da 16 megapixel.
- Se le poche lenti pancake non fanno per voi, sono le uniche che secondo me danno davvero un senso, ancora oggi, a questa macchina.



