Meno di due anni dopo l'uscita della D1 Nikon presentò ben due eredi, entrambe avevano migliorie che tagliavano le radici con l'analogico rimaste nella capostipite, a differenziarle la risoluzione che raddoppiava in questa D1x grazie ad un diverso funzionamento del pixel binning!
Piccola premessa, in questi articoli scrivo delle piccole "recensioni" di alcune reflex e delle lenti che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti, su cosa mi piace e cosa meno.
Questo articolo per certi versi è un complemento di quello sulla Nikon D1, qui analizzeremo migliorie e cambiamenti rispetto alla precedente, se siete interessati alla storia che ha portato a queste prime Nikon digitali ed a com'è usarle nel 2026 leggete prima il precedente articolo sulla D1 anche perchè questa D1x ho avuto modo di usarla davvero poco prima che si guastasse ma fondamentalmente è molto simile alla D1.
Finito con le premesse veniamo a questa Nikon D1x, come raccontato nell'altro articolo Nikon aveva battuto tutta la concorrenza presentando a giugno del 1999 la prima reflex digitale nata e pensata per essere digitale e per di più era una top di gamma, una super professionale "quadrata", ed a febbraio del 2001 rilanciò con ben due fotocamere evoluzione della prima Nikon D1 le D1h e D1x. Canon nel frattempo aveva lanciato la D30, che però poteva al massimo entrare nella categoria prosumer, mentre la vera concorrente di queste Nikon, la Canon 1D verrà presentata più di sei mesi dopo a settembre del 2001.
Le Nikon D1h e D1x sono dirette evoluzioni della D1 e, come detto nell'introduzione, miglioravano quelle sfumatura che sembravano rimasugli dell'analogico, i due cambiamenti più evidenti sono il tasto per cambiare gli iso che si sposta in alto a sinistra in una posizione decisamente più comoda rispetto al tastino sul posteriore dietro lo sportellino in metallo e, soprattutto, l'implementazione di un vero e proprio menu.
Nella Nikon D1 infatti lo schermo serve solo per rivedere le fotografie scattate e l'unico menu di impostazioni presente, con pochissime voci, serve proprio per un paio di impostazioni riguardanti la visualizzazione delle foto, per cambiare le impostazioni avanzate bisognava premere il tastino dei custom settings ed usare le due ghiere per cambiare una serie di numeri sul piccolo lcd posteriore, questo sistema era di diretta derivazione delle fotocamere analogiche e per essere usato sul campo richiedeva imparare a memoria le impostazioni, quantomeno quelle necessarie, o di portarsi dietro le pagine di un manuale in anni in cui di sicuro non si poteva semplicemente caricarlo in formato pdf sullo smartphone. Nelle D1h e D1x Nikon implementò dei menu a schermo per le impostazioni come siamo poi stati abituati con tutte le reflex digitali successive.
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A differenziare questa D1x dalle altre due è il funzionamento del sensore, tutte e tre montano un CCD APS-C da 10 megapixel e su tutte e tre lavora in pixel binning per ridurre la risoluzione, avere iso nativi più alti e migliorare ad alti iso (lo spiego meglio nell'articolo sulla Nikon D1) ma mentre nelle D1 e D1h vengono uniti 4 pixel per volta creando un quadrato e portando la risoluzione finale a 2,5 megapixel, in questa D1x vengono uniti due pixel creando un rettangolo in verticale che porta ad una risoluzione finale di 5 megapixel. Questa modifica al funzionamento del pixel binning ha impatto anche sul range degli ISO che va da 125 ad 800 rispetto ai 200-1600 delle D1 e D1h.
Non ripeterò qui quanto già scritto nell'altro articolo su com'è usare oggi questa Nikon D1x, riassumendo va usata quasi come se fosse una fotocamera a pellicola ed usandola con questo approccio è un vero piacere, del resto pur avendo oramai venticinque anni resta una top di gamma con un ergonomia fantastica, rispetto alla D1 è ovviamente più comodo cambiare il valore iso ma sinceramente non fa una differenza esagerata visto che su sensori così datati si cerca il più possibile di rimanere vicini agli ISO nativi cambiando il meno possibile.
Purtroppo la mia dopo alcune prove ed una sessione di scatti si è guastata, si accende, funziona e scatta fotografie ma escono completamente nere, sovraesponendo esageratamente cattura foto ma con colori e dettagli completamente sballati, da quello che ho trovato online dovrebbe essere un problema al circuito di alimentazione del sensore, per questo non mi espongo troppo sulla resa di questa fotocamera. Dalle poche foto che sono riuscito a fare i colori sembrano simili, se non uguali a quelli della Nikon D1, il doppio della risoluzione non cambia drasticamente la vita ma mi pare aiutare in presenza di dettagli fini. Purtroppo non ho fatto in tempo a fare un vero confronto per vedere se ci sono differenze iso e per verificare il fatto che alcuni segnalavano artefatti in certe situazioi dovuti alla strana composizione verticale dei pixel.
Come già detto per la D1 anche questa Nikon D1x non è una fotocamera che consiglio ammesso che non vogliate proprio lei per collezione, non è facilissima da trovare, le batterie sono rognose e mediamente sul mercato dell'usato costa di più di macchine successive, questo non toglie che se la volete, o l'avete, usarla resta un piacere ed un divertimento.
LE TRE COSE PER CUI LA CONSIGLIO
- Meno unica rispetto alla prima D1 ma sempre un pezzo da collezione.
- Più facile da trovare rispetto alla D1 e col doppio della risoluzione.
- Una professionale per ergonomia e caratteristiche.
LE TRE COSE PER CUI LA SCONSIGLIO
- Batterie rognose.
- Peggiore con gli ISO rispetto a D1 e D1h.
- Se non cercate proprio lei c'è di meglio allo stesso prezzo.



