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Nikon D1

Nikon D1

Parlare della Nikon D1 è difficile senza sentire responsabilità ed emozione, è stata presentata a giugno del 1999, ben ventisette anni fa!!!, ed ha cambiato tutto! Per capirla dobbiamo parlare del contesto storico in cui è uscita per poi fare un enorme salto avanti e vedere com'è usarla oggi perchè sì, ne ho una funzionante!

Piccola premessa, in questi articoli scrivo delle piccole "recensioni" di alcune reflex e delle lenti che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti, su cosa mi piace e cosa meno.

Come scritto nella intro non si può non parlare di storia prima di entrare nel dettaglio di questa Nikon D1, soprattutto perchè oramai troppo spesso mi tocca sentire delle fesserie colossali, l'ultima in ordine di tempo, detta in un canale di fotografia piuttosto grande e conosciuto, è che Canon avrebbe inventato la fotografia digitale e, con la Canon 1D, messo sul mercato la prima reflex digitale, in questa frase di una decina di parole ci sono un fila di caz...volate colossali, a partire dal fatto che la 1D non è stata la prima reflex digitale di Canon visto che è stata presentata quasi un anno e mezzo dopo la Canon D30 e comunque entrambe sono uscite dopo questa Nikon D1 ed una Minolta, se vogliamo parlare di fotocamere "nate digitali" ma anche di una Fujifilm ed una carrettata di Kodak se consideriamo tutte le reflex con un sensore al posto della pellicola.

La fotografia digitale è nata più di venticinque anni prima da parte di chi per più di un secolo è stata sinonimo di fotografia, parlo di Kodak ovviamente, è nei suoi laboratori che nel 1974 Peter L. P. Dillon inventò il primo sensore digitale che l'anno successivo Steven Sasson mise in un primo prototipo di fotocamera digitale. Ci vollero più di dieci anni di sviluppo prima di vedere qualcosa di davvero utilizzabile, nel 1986, sempre Kodak, sviluppò un sensore da 1,4 milioni di pixel e l'anno successivo quella che è ritenuta la prima reflex digitale della storia per conto del governo americano.
Per parlare di un prodotto commerciale bisogna aspettare il 1992 con la Kodak DCS 200, parliamo di reflex analogiche, principalmente Nikon, con montato un dorso digitale Kodak, queste prime reflex digitali sono grandi, pesanti, scomode, macchinose e con una qualità di immagine inferiore alla classica pellicola 35mm eppure cominciano a fare breccia nelle redazioni dei quotidiani dove più che la qualità serve avere velocemente le immagini per poter impaginare, mandare alle rotative e consegnare alle edicole la mattina presto. Online si trovano interviste di fotografi che odiavano queste prime reflex digitali ma le redazioni li costringevano ad utilizzarle e così Kodak nell'arco degli anni 90 continua lo sviluppo, nel 1998 la linea DCS aggiunge la dicitura "Pro" perchè Kodak "digitalizza" le ammiraglie di Nikon e Canon, la F5 e la EOS-1N, riuscendo ad integrare molto meglio il suo sensore e relativa elettronica anche se le fotocamere rimangono molto più grandi delle originali (rettangolari ma in verticale!), pesanti e molto costose, la più economica della serie si aggira intorno ai diecimila dollari.

 Arriviamo così al giugno del 1999 quando Nikon presenta al mondo questa Nikon D1, prima reflex digitale nata e progettata per essere digitale, pur condividendo delle parti con la Nikon F5, per la prima volta qualcuno aveva costruito una reflex digitale pensandola dall'inizio per esserlo ed, essendo un ammiraglia, aveva caratteristiche da ammiraglia, 4,5 scatti al secondo per 30 RAW / 40 JPEG, 1/16000s di otturatore, flash sync fino ad 1/500s con la fantastica ergonomia Nikon.

NikonD200a OlympusE500a

 

Il sensore era in formato APS-C, un CCD da ben 10 megapixel, al giorno d'oggi potrebbe farvi ridere ma stiamo parlando del 1999 ed anzichè essere una cosa positiva era addirittura un problema, sia per gli iso 50 nativi sia per una mole di dati troppo grande da gestire per processori, memorie e pc dell'epoca. E così Nikon implementò una tecnologia che va tanto di moda oggi sugli smartphone e che molti se ne escono dicendo che sarebbe stata inventata proprio per questi dispositivi da, a turno, Apple, Samsung o Sony, ed invece Nikon il pixel binning lo implementò nella Nikon D1 nel 1999 raggruppando 4 pixel e portando la risoluzione finale a 2,5 megapixel e gli ISO base a 200 permettendo di arrivare a 1600.

La Nikon D1 ha qualcosa di unico e speciale, è una specie di ponte tra passato e futuro, tra vecchio e nuovo millennio e tra analogico e digitale, pur essendo nata digitale tiene ancora qualche radice nell'analogico, lo si vede da diversi indizi, non ha un vero menu per le impostazioni a schermo, per rivedere le foto bisogna girare la ghiera che permette di selezionare scatto singolo, continuo, autoscatto, etc sulla voce "play" e l'unico menu presente serve per poche impostazione relative alla visualizzazione delle foto scattate.
Per le impostazioni avanzate si lavora alla vecchia maniera, premendo il pulsante dei "custom setting" e selezionando sul piccolo lcd posteriore impostazione e parametro con le ghiere, serve però avere un manuale o saperle a memoria perchè a schermo sono rappresentate solo dai numeri.

Usarla oggi, nel 2026 a 27 anni dalla presentazione, è un piacere, basta conoscerla ed usarla per come va usata, la Nikon D1 va usata come se si stesse usando una Nikon F5, una volta a casa al posto di avere un rullino da sviluppare avremo le foto sulla scheda Compact Flash, la cosa bella è che ci si può fidare dell'esposimetro, basta scegliere la modalità giusta con la comoda ghiera sulla protuberanza del mirino, e lei farà in modo di esporre correttamente cercando di proteggere le luci, non mi è praticamente mai capitato di trovarmi con un esposizione sbagliata ed il cielo bianco solo in situazioni di contrasto davvero troppo elevato per le possibilità di questa vecchietta. L'unico contro nell'uso sono le batterie al NiMh, durano poco, sono lunghe da ricaricare, soffrono di effetto memoria e trovarne, compatibili perchè originali ovviamente non vengono più fatte, non è sempre facile e sono anche non proprio economiche.

Le foto mi piacciono, hanno colori abbastanza unici, ricordano alcune pellicole di quell'epoca ed hanno carattere, ovviamente bisogna fare a patti con la bassa risoluzione, se mi seguite sapete che non sono un maniaco dei megapixel, 12 mi bastano ampiamente, 5-6 sono la soglia di "sicurezza" ma i 2,5 megapixel di questa Nikon D1 sono davvero stretti, non è solo questione di non aver margine per lavorare in post ma è che in situazioni con soggetti piccoli si nota un pò di mancanza di dettaglio fine. I file comunque sono abbastanza lavorabili, e con abbastanza intendo il giusto per fare un filo di post, non per rivoluzionare la foto come permettono i file moderni ma a me non interessa. Alla fine per social e piccole stampe anche i 2,5 megapixel di questa Nikon fanno il loro lavoro.

In conclusione la Nikon D1, nonostante i sui anni e le tecnologie dell'epoca, è ancora usabilissima con un pò di mestiere ed accortezze, di sicuro però è una fotocamera da collezionisti, non è facile da trovare, ancora meno in condizioni buone e sotto i 300€ e, considerate anche le batterie, diventa poco consigliabile per chi semplicemente vuole usare una vecchia reflex, allo stesso prezzo si trovano macchine con meno anni sulle spalle, con tecnologie migliori e più utilizzabili. Ma se la volete non fatele prendere polvere in casa, ogni tanto portatela a fare un giro perchè è divertente, illuminante e soprattutto merita di essere usata.

LE TRE COSE PER CUI LA CONSIGLIO
- Unica e da collezione.
- Fa mettere in prospettiva tante convinzioni.
- Una professionale per ergonomia e caratteristiche.

LE TRE COSE PER CUI LA SCONSIGLIO
- Batterie rognose.
- Bassa risoluzione.
- Se non cercate proprio lei c'è di meglio allo stesso prezzo.

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Classe '78, Varesino e Ducatista.

Appassionato di motori, fotografia, tecnologia, Lego, videogiochi, fumetti, film, serie tv...

Nostalgico degli ineguagliabili anni 80.

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