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OM System OM-5

OM System OM-5

L'OM System OM-5 è la prima della casa senza lo storico marchio Olympus, uscita nel 2022, dopo l'OM-1, poteva essere il secondo corpo perfetto di un corredo Olympus/Om System ed invece, pur rimanendo un ottima macchina, un paio di scelte infelici e, soprattutto, una caratteristica in particolare, le tarpano un pò le ali.

Piccola premessa, in questa serie di articoli scriverò delle piccole "recensioni" di alcune mirrorless Olympus e delle lenti che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti.

La serie 5 è da sempre la mia preferita di casa Olympus, macchine molto prestazionali, con le caratteristiche della precedente top di gamma, in un corpo piccolo e compatto, le caratteristiche perfette di una macchina micro 4/3. Non a caso sono entrato in questo mondo con la M5 MkII, l'ho venduta, mi sono pentito, l'ho ricomprata e ad oggi resta una delle macchine che uso di più. Questa OM-5 poi prende quasi tutte le caratteristiche della M1 MkIII una macchina stellare e che tutt'ora resta attuale e di alto livello. Insomma la definizione che mi è venuta in mente quando è stata presentata l'OM-5 è stata "un ammiraglia nel palmo di una mano" ed avrebbe potuto esserlo ma da subito una caratteristica mi ha bloccato dall'effettuare l'acquisto tanto da metterci sopra le mani solo a fine agosto del 2023, quando ne ho trovata una usata, e di averci messo quasi un anno di utilizzo per elaborare questo articolo cercando di essere il più razionale possibile.

Se volete sapere qualcosa in più delle sue caratteristiche tecniche andate a leggere il mio articolo sulla M1 MkIII e potete farvi un idea del perchè questa OM-5 era la candidata a farmi innamorare e rubare il mio cuore alla tanto amata M5 MkII ed invece qualcosa è andato decisamente storto e non parlo delle mie fisse come il monitor tilt al posto dello scomodissimo, per me, orientabile o del tasto di accensione sul lato sinistro che non permette di accenderla velocemente con una mano sola, su queste cose oramai mi sono rassegnato, più o meno, andiamo invece con ordine partendo da due scelte sbagliate, ma che a me non creano grossi problemi, e finiamo con quella che considero un limite davvero troppo grosso.

  • Presa micro-usb: questa macchina è uscita nel 2022 quando l'USB-C era uno standard oramai ampiamente affermato tanto che l'OM-1, uscita prima, già lo aveva, il lasciare la micro su questa macchina è stato un doppio errore. Un errore a livello di immagine, perchè ha permesso ai soliti detrattori del sistema di poter rinverdire l'affermazione che si era riciclata la vecchia macchina senza nessuna novità, cosa assolutamente non vera, ed a livello di utilizzo perchè costringe chi la prende come secondo corpo di un OM-1 a doversi portare dietro due diversi cavi.
  • Menù: questo per me è un pregio, usando Olympus da anni ed avendo tanti corpi macchina diversi della casa oramai conosco il vecchio menu come le mie tasche ed anzi faccio ancora fatica con quello nuovo dell'OM-1, ma pensate ad un nuovo utilizzatore del marchio che si è fatto attirare dalla top di gamma e vuole farsi un secondo corpo. Conosco una persona che dopo aver provato la mia OM-1 col 90 macro si è innamorato ed ha cambiato sistema comprandola assieme a diverse lenti, ha successivamente pensato di farsi un secondo corpo capace di non sfigurare a prestazioni ma di essere compatto per usarlo nel quotidiano con qualche fisso ed ha puntato su questa OM-5. Appena l'ha ricevuta  e l'ha accesa mi ha chiamato per capire se ci fosse un opzione per scegliere due diverse visualizzazioni del menu ed ha faticato a comprendere come due macchine dello stesso marchio uscite lo stesso anno potessero avere un sw così diverso.
OlympusOM5a OlympusOM5b

 

Queste scelte, come detto, a me non creano grossi problemi ma nonostante amo e colleziono Olympus cerco di essere il più onesto possibile in questi articoli e non posso non riconoscere che siano due scelte quantomeno discutibili di questa macchina poi sta a voi valutare se siano o meno un problema o quanto impattino nella vostra scelta se acquistare questa OM-5.

Ma c'è un altra caratteristiche, introdotta già sull'M5 MkIII che infatti non ho mai preso, anche questa potenzialmente soggettiva, che io però trovo un limite enorme per definire questa macchina un secondo corpo o una semi-pro, la scocca in policarbonato al posto che in metallo. Prima di saltarmi in testa fatemi spiegare, ho già parlato di questa caratteristica nell'articolo sulla E-P7 e a me in generale non piace, la sensazione plasticosa in mano non è minimamente paragonabile a quella del solido metallo, basta confrontare in mano E-P5 ed E-P7 o in questo caso M5 MkII ed OM-5. Ma non vivo fuori dal mondo e come scrivevo nell'articolo sulla E-P7 comprendo la scelta per un corpo che deve essere piccolo e tascabile e lo capirei anche per una futura OM-10 che si colloca nelle entry level dove vanno contenuti i costi e non si richiedono certe prestazioni.
Ma sulla serie 5 non riesco proprio ad accettarlo, non riesco a digerire su un corpo semi-pro candidato appunto ad essere un potenziale secondo corpo dell'ammiraglia ed ancora meno visto le campagne di OM System che spingono tanto sul wildlife e l'utilizzo in natura e durante il trekking.
Su internet sono comparse diverse segnalazioni di OM-5 col fondo rotto all'attacco del treppiede e per quanto pare (ma non è confermato) che le segnalazioni riconducano tutte alla piastra Peak Design secondo me non cambia niente. E' vero che la piastra Peak Design è piccola ma:
- Parliamo di uno degli attacchi più diffusi negli ultimi anni
- Diversi produttori orientali hanno oramai replicato gli stessi attacchi
- Su una macchina piccola ha anche senso mettere un attacco piccolo
Non venitemi a dire di usare una staffa ad L perchè a questo punto non avrebbe senso prendere un corpo piccolo e poi parliamoci chiaro quando la mia ammiraglia era le M1 MkII, e poi anche la MkIII, al collo con il 300 F4 Pro attaccato, il secondo corpo era la M5 MkII con montato il 40-150 2.8 Pro, una delle lenti più grosse del sistema, appesa allo spallaccio dello zaino proprio con un gancio Peak Design e non ha mai avuto mezzo problema nonostante le tante lunghe escursioni. Ancora oggi quando viaggio ed al collo ho l'OM-1 col 12-100 finisco per portare l'M5 MkII, o la e-P5, appesa alla cintura col 7-14 proprio perchè non mi fido a portare l'OM-5.

Ecco questo per me è davvero un grosso limite perchè alla fine non uso mai l'OM-5 come secondo corpo proprio quando dovrei/vorrei usarla e se io, avendo tante macchine, posso scegliere cos'altro usare per tanti altri potrebbe essere un problema serio. Lo dico sinceramente se potessi avere solo due macchine, smarcata un OM-1 come ammiraglia, sarei in seria difficoltà su cosa scegliere per seconda e difficilmente opterei per l'OM-5 proprio per la scocca in policarbonato visto che il secondo corpo tendo sempre ad averlo appeso o allo zaino o alla cintura e vorrei evitare di ritrovarmelo col fondo squarciato.

E' quindi una macchina da scartare a priori? Assolutamente no, come detto l'OM-5 ha caratteristiche da top di gamma (compresi live ND, High res a mano libera, etc) ed è piccola e super portabile, se nel vostro utilizzo non l'appendete per l'attacco del treppiede (allo zaino, alla cintura o al treppiedi stesso) potrete godervi una fotocamera di alto livello che con un piccolo fisso potrete anche avere con voi tutti i giorni, io la uso spesso quando vado a fare paesaggi dopo lavoro, può tornarmi utile il live ND, e mi serve compattezza (in abbinamento col 12 F2 o col 6 Laowa ad esempio).

LE TRE COSE PER CUI LA CONSIGLIO
- Caratteristiche da ammiraglia.
- Piccola come da sempre la serie 5.
- M1 MkIII in formato quasi tascabile.

LE TRE COSE PER CUI LA SCONSIGLIO
- Corpo in policarbonato come spiegato sopra.
- Vecchio menu che potrebbe sconcertarvi se siete entrati nel sistema con un OM-1.
- Non mi viene davvero in mente nient'altro

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Classe '78, Varesino e Ducatista.

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Nostalgico degli ineguagliabili anni 80.

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