La morte di Luca Salvadori mi ha toccato profondamente, ho pensato a lungo se scrivere queste righe ed alla fine mi sono reso conto di sentire il bisogno di farlo, anche per provare a spiegare, a chi non lo conoscesse, quanto abbia dato al motociclismo e quanto mancherà allo sport che tanto amiamo.
Sabato 14 settembre, durante una gara dell'IRRC sul circuito di Frohburg Dreiek in Germania, Luca Salvadori è stato coinvolto in un brutto incidente, portato d'urgenza in ospedale è spirato durante la notte per le gravi ferite riportate. Questa la fredda cronaca per chi ancora non sapesse cos'è successo.
Seguo il motorsport da sempre, ho 46 anni e, prima di entrare in una qualsiasi scuola, mio padre mi aveva già portato sulle tribune di autodromi o a bordi di strade a vedere gare di ogni genere. Seguo di tutto, dalle due alle quattro ruote, strada e sterrato, dalle categorie più blasonate a quelle mene conosciute, compresi i campionati a stelle e strisce. In tutti questi anni mi sono trovato troppe volte ad affrontare il lato oscuro di questo sport che tanto amo a volte da dietro la tv altre sul posto come quel 3 agosto del 2008 quando ero a fare foto a Brands Hatch e perse la vita Craig Jones in una gara della Supersport.
Non è vero che ci sia abitua, ogni volta fa male ma mai quanto questa volta, Luca lo avevo conosciuto anni fa quando ancora frequentavo i paddock e lui era agli inizi, poi negli anni ci siamo incrociati diverse volte a vari eventi e mi ha sempre colpito la disponibilità e gentilezza, ho seguito tutta la sua carriera e sono convinto che abbia raccolto molto meno di quanto avrebbe potuto, aveva un gran talento ma non era mai riuscito ad allineare tutto quanto serviva, quest'anno però con la moto giusta stava dimostrando il suo valore e la sua versatilità, sia sulle piste del National che sulle strade dell'italiano salita o dell'IRRC stava macinando vittorie e record.
Quello che però rendeva speciale Luca era la passione per le due ruote che non si limitava alle gare e che passando per le sfide che si inventava (dalle scorribande in pista con lo scooter con tanto di bauletto fino al recente progetto del motard turbo) era poi sfociato nel suo lavoro da youtuber.
Viviamo in un epoca in cui in Italia parole come youtuber ed Influencer sono spesso usate in modo negativo ed offensivo ed invece Luca era uno degli esempi di come sul web si possa fare un lavoro egregio e superiore a quello dei media tradizionali. Luca su youtube ha raccontato il motociclismo da dentro come non era mai stato fatto e, soprattutto, con una passione travolgente. Basta andare a guardarsi il recente video sul WDW e la sua gioia nel girare in pista coi piloti Motogp e Superbike, una gioia e un gusto che avrebbe potuto provare ognuno di noi in quella situazione! Oppure guardare quanto gli sorridevano gli occhi quando raccontava delle gare su strada, mi permetto di consigliare caldamente questi video a chi, dopo poche ore dalla tragica notizia, si è scagliato contro queste gare. Non dico che non si possa, o debba, fare una riflessione sulle gare su strada ma farlo con questo tempismo e modi è un pò sospetto o, quantomeno, indica che si stia parlando senza conoscere Luca. Ho letto che andrebbero vietate anche se i piloti ci vogliono correre perchè loro sono incoscienti e basta dargli una moto ed una gara che si prenderanno rischi senza senso... mi è venuta la nausea, questo è un insulto a tutti i piloti e, soprattutto, ad uno come Luca che ragionava più velocemente di quanto correva, sapeva benissimo quello che faceva ed i rischi che prendeva.
Tornando al suo lavoro su Youtube dicono tutto le parole postate da Pecco Bagnaia, non uno qualsiasi, "Luca Salvadori era diventato un punto di riferimento, non solo per me, ma per tutti gli appassionati del motorsport. In un mondo che funziona un po’ al contrario, dove il successo non sempre viene perdonato, commentava sempre in maniera oggettiva ogni gara, sessione, accaduto. Era diventato un appuntamento fisso. Non solo per le parole ma anche per il modo in cui era riuscito a farsi ascoltare. Quando mi veniva proposto di essere intervistato o di fare quattro chiacchiere ero sempre contento di poter condividere pensieri con lui, perché era una persona estremamente positiva… una di quelle persone che ti vien voglia di ascoltare perché trasmettono un enorme passione per ciò che fanno ed è un privilegio per pochi.
Non dimenticherò mai quei tre giri in pista a Portimao fatti insieme… una volta tornati ai box era estasiato, poche volte ho visto qualcuno più felice di così. E' riuscito a fare della sua passione un lavoro e ci metteva tutto se stesso, senza mai mollare, credendoci sempre.
Luca non mancherà solo a me, mancherà a tutti perché persone così sono fondamentali nel nostro mondo. Lui insieme ad Alberto Naska, The Talking Helmet ed I Nostri Piloti hanno iniziato qualcosa che non era mai stato fatto, spingendo molte più persone a seguire questo meraviglioso sport in una maniera diversa… quasi più da vicino di quanto possa farlo una televisione."
Si dice sempre che il motociclismo in Italia ha sfondato grazie a Valentino Rossi, ed è vero, ma il rovescio della medaglia è che il personaggio, ed alcuni giornalisti col racconto del supereroe che sfidava i supercattivi, hanno tirato dentro anche tanto tifo becero, quello dei fischi e degli insulti agli avversari.
Luca invece ha avvicinato tantissimi giovani al motociclismo trasmettendo solo passione, quella pura, quella che noi motociclisti sentiamo ogni volta che ci infiliamo il casco e saliamo sulla nostra moto, è riuscito a raccontare le corse su due ruote con autorevolezza e competenza senza mai seguire i tifi e prendendosi il rischio di prendere posizioni scomode pur di analizzare i fatti nel modo più corretto ed imparziale possibile.
Peccato che Dorna, con la sua solita lungimiranza, non l'abbia capito perdendo un occasione incredibile l'anno scorso con la Moto E. Spero che l'eredità di quello che ha fatto Luca Salvadori sia di insegnamento a chi ancora fa battaglie per pochi secondi di video e di ispirazioni per altri per raccontare questo splendido sport nel modo giusto, con tanta passione e poco tifo, mio padre da bambino mi ha insegnato che alla fine di una corsa si applaudono tutti dal vincitore al vinto fino all'ultimo arrivato perchè i piloti rischiano la vita per inseguire una passione e meritano rispetto.
Luca ha sempre raccontato le corse con questo approccio, Pecco Bagnaia, un altro che la testa la sa usare molto bene e pesa attentamente quello che dice, ha ragione da vendere, Luca mancherà al motociclismo e mancherà a tutti noi, tanto.

