Il Varese 1910 non esiste più

Martedì 14 luglio 2015 la società Varese 1910 si arrende, i soldi per l'iscrizione al prossimo campionato LegaPro non ci sono e così, di fatto, la società chiude i battenti lasciando il calcio professionistico. Cosa sarà ora del calcio a Varese resta un mistero, il sindaco sta provando a mettere una pezza, la speranza è che si salvi almeno il settore giovanile.

Che il Varese 1910 fosse malato lo si sapeva oramai da un pò, nelle ultime settimane però la situazione aveva assunto toni grotteschi con Alì Zeaiter spuntato dal nulla che aveva acquisito il 97% della società, fatto proclami e poi, così come era comparso, è svanito nel nulla lasciando una società piena di debiti. Alla fine è successo quello che tutti temevano, e che alcuni addirittura auspicavano, il fallimento della società e la ripartenza dal calcio dilettantistico, o almeno si spera.
Il sindaco è intervenuto velocemente cercando di mettere una pezza alla situazione, bisogna trovare qualcuno che riparta da zero, con una nuova società e che sborsi i soldi per un iscrizione che potrebbe essere la Serie D, più costosa, o addirittura l'Eccellenza.
Dai cocci della vecchia società restano però tanti debiti, verso persone o aziende del territorio, che a questo punto difficilmente verranno saldati, insomma una brutta storia probabilmente iniziata sotto la gestione Rosati-Montemurro. L'impressione è che mentre si sfiorava la Serie A, e si aveva l'impressione di vedere un Varese in salute e con un promettente futuro, si stava dall'altra parte scavando la fossa al calcio Varesino.
A caldo mi viene difficile dire altro o fare altri commenti, l'unica altra cosa che non posso ignorare è che queste situazioni si stanno vivendo in tantissime piazze italiana, anche in Serie A e non solo nel calcio, le varie leghe e le istituzioni dovrebbero farsi qualche domanda ed intervenire perchè casi come questi non si ripetano più e, soprattutto, perchè non vengano falsati i risultati.
Non mi stancherò ma di dire che, secondo me, se i giocatori non hanno colpe dei casini amministrativi delle società, è anche vero che se una squadra può permettersi certi giocatori grazie a bilanci gonfiati o debiti enormi è evidente che ha tratto vantaggio dai suoi illeciti amministrativi anche a livello sportivo.
L'esempio più eclatante che mi viene in mente è Siena nel Basket, dallo sdegno mi sono rifiutato di seguire tutta la vicenda giudiziaria ma, mi chiedo, se venisse provato che, anche solo in alcuni anni in cui ha vinto lo scudetto, la società avesse gonfiato i bilanci o fatto debiti e magheggi amministrativi, come potrebbero essere ritenute lecite quelle vittorie? Come si potrebbe ignorare che con un bilancio a posto probabilmente non avrebbero potuto mantenere quel ben di dio di giocatori? E senza quei giocatori avrebbero ottenuto gli stessi risultati?
E' una riflessione generale ma che secondo me andrebbe fatta a tutti i livelli ed in molti sport, Calcio prima di tutto, ma anche basket e pallavolo dove episodi di squadre fallite prima della fine del giorone di andata si sono viste più di una volta negli ultimi anni... non riesco a credere che le federazioni e le istituzioni siano sempre all'oscuro e si accorgano sempre a danni già fatti, non può essere.
E' un pensiero pesnate che voglio smettere di fare perchè se in questo momento buio da un lato mi aggrappo alle emozioni vissute con la promozione in B e poi con i successivi fantastici anni, dall'altro non voglio pensare che già allora la società stesse facendo magheggi, mi farebbe diventare quelle emozioni e quei risultati raggiunti un pò più sbiaditi ed amari.
Personalmente la mia speranza più grande e che si trovi da subito il modo di salvare tutto il settore giovanile del Varese 1910, una vera risorsa che ci ha fatto sognare lo scudetto con la Primavera e che non può e non deve morire. Poi mi auguro di rivedere presto la maglia del Varese sul campo per tornare a parla di calcio giocato.

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