Black Sails stagione 2

Si è conclusa un altra convincente stagione, la seconda, di Black Sails, una serie che ha saputo rivedere il modo di raccontare i pirati degli ultimi anni e, seppur senza spiccare, resta un piacere per gli occhi. Mi raccomando, se decidete di proseguire, attenzione agli spoiler che potrebbero esserci, siete avvisati!

Negli ultimi anni parlare di Pirati voleva dire parlare di Pirati dei Caraibi, Jack Sparrow e i suoi compagni di avventura hanno avuto così tanto successo da diventare incarnazione stessa dei pirati. Per quanto abbia apprezzato la saga cinematografica non posso non notare come questo mondo sia rappresentato con personaggi improbabili, umorismo e magia, una formula che ha avuto successo e che si è sicuramente ispirata ad un altro prodotto famoso che mi ha accopagnato durante la mia adolescenza, Monkey Island. Il modo scherzoso di vedere il mondo piratesco in questi prodotti non è però l'unico, il mio primo approccio coi bucanieri infatti è stato ben diverso, la mia passione per le avventure dei Pirati era nata ancora prima quando mi venne regalato un libro dal titolo L'Isola del Tesoro. Se non sapete di cosa sto parlando potete anche chiudere tutto e smettere di leggere, il romanzo di Robert Louis Stevenson è un vero must del genere ed anche se non aveste letto il libro dovreste aver almeno visto l'omonimo film.
Con Black Sails è stata fatta una scelta coraggiosa, innanzitutto si è deciso di staccarsi completamente dai toni disneiani di Pirati dei Caraibi cercando di condurre il tutto in un ambientazione più reale e storica e poi si è puntato sul raccontare la genesi di John Silver e del Capitano Flint, insomma una sorta di prequel dell'Isola del Tesoro. Per quanto possa sembrare un impresa ardua il risultato è un prodotto più adulto e molto ben riuscito che già nella prima stagione era riuscito a colpirmi.
La seconda non fa altro che confermare quanto si è visto alzando però ulteriormente l'asticella, innanzitutto Black Sails è un piacere per gli occhi, le ambientazioni, la cura maniacale dei dettagli e perfino gli attori ti trascinano in quel mondo sporco, rozzo e pericoloso ma, allo stesso tempo, fatto di mare cristallino, spiagge lucenti e sole splendente. Gli attori in particolare sembrano incarnare perfettamente i personaggi, l'interprete di Flint è l'esempio più lampante, la sua faccia da sola racconta avventure per mari tanto da sembrare quasi irriconoscibile quando lo vediamo le prime volte in divisa. Mi hanno colpito anche John Silver e Vane, oltre ad essere adatti alla parte il primo riesce nel compito di richiamare il personaggio del film degli anni '50 ed il secondo riesce ad essere credibile e per chi lo ha visto in Shamless può capire di cosa parlo. La serie poi non sarà di quelle che ti incolla al divano facendoti trattenere il respiro ma, proprio questo secondo me, è un ulteriore punto di forza, perchè in Black Sails si cerca di raccontare i Pirati per quello che erano e di inserirli nel contesto storico, insomma non si parla solo di cacce al tesoro e battaglie in mare ma, giustamente, anche di tutto cià che ci sta attorno, dalla manutenzione della nave al commercio del bottino per arrivare fino a Londra ed alle politiche contro i Pirati.
In questo la seconda stagione supera decisamente la prima e raccontando la genesi di Flint lascia a bocca aperta, l'idea dell'ufficiale della marina che finisce per diventare pirata, ma con lo scopo di sistemare in modo pacifico la questione pirateria è tanto audace quanto ben studiata, ed il percorso che racconta tutto questo è tanto ben rappresentato quanto servito in piccole dosi per permettere allo spettatore di capire giusto un attimo prima di svelare.
Ho poi amato ancora di più i personaggi perchè pur se numerosi sono stati ulteriormente caratterizzati e la serie si prende il tempo per inserirli nel contesto come si deve, le varie trame e le varie vicende si snodano, intersecano e ricongiungono ma tutti i personaggi e le loro storie alla fine si collocano perfettamente nella storia come le tessere di un puzzle.
Non so quanto di ispirazione storica ci sia ma, conoscendo il genere umano e la sua storia, risulta credibile anche che persone moderate su ambo i lati abbiano cercato di avvicinare i due mondi in modo pacifico e che il tentativo sia fallito a causa degli estremismi e di interessi personali. Alla fine di questa stagione si arriva ad un punto di rottura definitivo che nella terza stagione sfocerà facilmente nella lotta tra stati e pirati, come ci si è arrivati però è tutto da vedere perchè l'escalation nelle dieci puntate è stato costante fino alle due ultime puntate che non hanno lasciato respiro.
Insomma se già nella prima stagione Black Sails, pur non elevandosi a capolavoro, era piaciuto ed aveva convinto, con la seconda prende ulteriore slancio tanto da farmi attendere trepidante la già confermata terza.
Se le storie di pirati vi appassionano, se come me avete adorato l'Isola del Tesoro o se vi piacciono i bei racconti non potete assolutamente perdervi questa serie!

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