Motogp Barcellona 2015

Jorge Lorenzo non si ferma più e in Spagna fa poker con la quarta vittoria consecutva, Rossi limita i danni e completa la doppietta Yamaha. Dani Pedrosa torna sul podio e salva la giornata Honda rovinata dall'ennesima caduta di Marquez, sottotono le Ducati mentre le Suzuki stupiscono soprattutto in prova. Vi racconto le mie impressioni.

Jorge Lorenzo: "giorgione" è in trance agonistica e sembra non volersi fermare più, a Barcellona infila la quarta vittoria di fila e si porta ad un solo punto in classifica dal compagno di squadra. L'inerzia sembra nelle sue mani ma occhio perchè commettere un errore e perdere la confidenza è un attimo e Valentino è pronto ad azzannare la preda. Se non cambia qualcosa la lotta per il mondiale sarà tra lui e Rossi e oltre ad una questione di velocità e costanza sarà anche una battaglia di nervi. Lorenzo al momento sembra imbattibile nelle prime due voci, sulla terza però potrebbe nascondersi una trappola.

Valentino Rossi: per la quarta volta consecutiva le prende dal compagno e vede il suo vantaggio in classifica quasi azzerrato, ancora una volta però non molla la presa, sale sul podio e limita i danni. Di positivo c'è che in gara, questa volta, tiene il ritmo di Lorenzo, di negativo l'ennesima scialba prestazione in prova che gli è costata la possibilità di lottare per la vittoria. Se c'è qualcuno che può minare le attuali sicurezze di Jorge è lui, però non può più partire così indietro e lasciarlo scappare, oramai il bonus di punti accumulato ad inizio campionato si è esaurito.

Dani Pedrosa: quasi venti secondi dal duo di testa sembrano tantissimi però intanto lui è l'unica Honda di vertice a vedere il traguardo, torna sul podio dopo i problemi fisici e, se si guarda la lunga fasciatura al braccio, verrebbe da dire che probabilmente meglio di così non si poteva davvero fare.

Andrea Iannone: continua a dare conferme di maturità, qui la Ducati è un pò più in affanno del solito ma lui migliora costantemente nel weekend e, senza commettere errori, arriva ad un passo dal podio. Vero che le tante cadute davanti lo aiutano (Marquez, Dovizioso, Espargaro...) ma il non aver sbagliato è un merito che gli vale anche il terzo posto in classifica generale.

Bradley Smith:  ad inizio gara sembra più in difficoltà del solito e più indietro, poi però davanti cadono tutti come birilli mentre lui, con l'ennesima gara costante e matura, finisce ancora una volta come miglior privato del lotto. So di essere diventato noioso a continuare a sottolinearlo ma mi viene difficile nono sottolineare quanto meglio stia facendo di piloti più quotati e quanto sia cresciuto rispetto allo scorso anno, bravo. Ah, per la cronaca, in classifica è sesto ad un solo punto da Marquez!

Suzuki: in qualifica si prende le prime due posizioni in griglia con Espargaro e Vinales facendo stropicciare gli occhi a tutti, bisogna tornare ad inizio anni novanta per ricordare una cosa del genere. In gara va un pò peggio ma bisogna sottolineare che Espargarò quando è caduto era saldamente al quarto posto e che Vinales alla fine chiude sesto da una decina di secondi dal podio, davvero niente male.

Redding e Bradl: le due promesse smarrite tornano nella top ten, verò che le tante cadute aiutano ma, anche qui, il non aver commesso errori è comunque un merito e rivederli così avanti fa comunque piacere.

Alvaro Bautista: merita i complimenti quantomeno per l'impegno e la dedizione, che Aprilia sia in netta difficoltà è evidente, però lui non si arrende e continua a provarci, e qui riesce ad issarla fino alla top ten, bravo Alvaro.

I Caduti: tanti, troppi, soprattutto nelle posizioni di vertice, di Marquez parlo a parte, per Dovizioso potrebbe esserci stato un problema di elettronica, Crutchlow infila la terza caduta in tre gare ed i fratelli Espargaro buttano al vento dei possibili ottimi risultati, nel dubbio un sana tirata d'orecchi a tutti.

Marc Marquez: è evidente che più che contro le Yamaha stia lottando contro la sua Honda, è comprensibile che uno come lui voglia sempre vincere, però ad un certo punto, se vuoi essere un Campione completo, devi anche rederti conto quando bisogna mollare l'osso. A Barcellona porta a casa l'ennesima caduta, rischia di travolgere Lorenzo, mette un altro zero in classifica che è quasi l'addio definitivo al mondiale e, solo per fortuna, ancora una volta evita guai fisici. Di sicuro alla Honda devono correre ai ripari, però serve anche che qualcuno dia una calmata a Marc.

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