Motogp Losail 2015

A Losail, Qatar, ha preso il via la Motogp 2015 con una gara spettacolare e dal risultato imprevisto. La vittoria di Rossi, la rinascita Ducati, un podio tutto italiano... tante le cose di cui parlare anche se la sorpresa più grossa arriva dopo la gara e non è di quelle che fanno piacere. Vi racconto cosa ho visto e le mie impressioni.

La gara di avvio della nuova stagione Motogp ha lasciato a bocca aperta, Rossi che vince con una rimonta poderosa, le due Ducati sul podio dopo anni di purgatorio, tre italiani ai primi tre posti... tanta Italia insomma. Ma la vera bomba scoppia nel paddock a moto già spente, Dani Pedrosa, dopo una gara incolore, si ferma a tempo indeterminato!

Dani Pedrosa: Rossi, il podio tutto italiano, la Ducati... in tanti oggi meritavano la copertina ma almeno per me lui la merita più di tutti. Il mondo era già pronto a scagliarsi contro di lui per la gara incolore ed invece scopriamo che il povero Dani è perseguitato da un problema ad un braccio che non c'è verso di risolvere. Ha provato a correre ma visto com'è andata ha deciso di dire basta e fermarsi per provare a risolvere una volta per tutte il problema. Dovrebbe essere uno stop temporaneo ma lui stesso ha ammesso di aver passato l'inverno girando il mondo, ospedali e medici diversi, ma di non aver cavato un ragno dal buco. Il rischio concreto è che possa essere la fine della sua carriera. Sinceramente mi spiacerebbe perchè Pedrosa, pur non arrivando al livello di alcuni fenomeni con cui si è battuto, resta un gran pilota, la sesta posizione finale di oggi non gli fa onore, la decisione coraggiosa invece sì. Mi auguro che Dani si rimetta e possa tornare in fretta.

Valentino Rossi: passano gli anni ma il Vale nazionale resta un gran manico, con la moto a posto e le condizioni giuste è un osso duro per tutti, se poi trova motivazioni aggiuntive diventa imbattibile. Dopo la pessima qualifica e l'orrenda partenza vede Marquez fuori pista e capisce che ci può scappare il colpaccio. Si lancia in una rimonta fuoriosa e quando davanti vede le Ducati si gasa, si capisce che non vuole perdere contro la moto che ha rovinato alcune sue leggende (il secondo nel polso, la capacità di vincere anche con una cariola, il potere mistico di mettere a posto anche dei rottami...) e l'ha costretto a due anni di calvario e non manca l'appuntamento. A fine gara tira fuori il pagliaccio che è in lui e festeggia come non capitava da tempo, addirittura definisce questa vittoria la più bella della sua carriera ed ammette il gusto di aver battuto le Ducati. Insomma sembra tornato il Valentino dei tempi d'oro, fra quindi giorni si aspettano conferme, intanto però Marquez è avvisato.

Andrea Dovizioso: forse ad Andrea mancherà quell'ultimo gradino per essere un Marquez o un Rossi ma su tante altre cose li batte a mani basse, la sua lucidità nel leggere le corse è unica, il modo professionale di affrontare il lavoro ineguagliabile e la capacità di sviluppare le moto superiore a chiunque. In tanti dimenticano che fu lui e mettere a posto la Honda che poi nelle mani di Stoner tornò a vincere il mondiale e non lo dico io, lo ammisero gli stessi vertici della casa giapponese, arrivato in Ducati ha sofferto in silenzio e lavorato duro per due lunghi anni (al contrario di qualcuno che dopo la prima gara disse "con questa moto di merd@ non si può fare di più") ed ora sta raccogliendo i frutti. Se la GP15 è nata così bene lo si deve ai progettisti e all'apporto di Dall'Igna, vero, ma senza le preziose indicazioni di Andrea probabilmente non sarebbe uscita così bene. Voleva vincere e ci ha provato, gli è mancato poco e non ha nascosto la delusione, poi però ha ritrovato la sua lucidità ed ha avvisato, la moto è nata bene ma è acerba quindi non sappiamo come andremo nelle prossime gare, c'è ancora tanto lavoro da fare. Se c'è qualcuno che può farlo e non è spaventato dal doverlo fare è proprio Dovizioso e sono sicuro che la vittoria arriverà.

Andrea Iannone: onestamente mi ha stupito, visto quanto forte è andata la Ducati mi sarei aspettato da lui fuoco e fiamme, sorpassi, sportellate e magari qualche errore di troppo o un finale in calando, ed invece Andrea dimostra di essere maturato e con una gara concreta conquista il primo podio Motogp della sua carriera, davvero Bravo.

Ducati: ha sfiorato sia la pole che la vittoria, ha messo due piloti sul podio e lottato per tutta la gara, la nuova moto è nata bene e non penso sia un fuoco di paglia perchè anche nei test malesi è andata fortissimo. Il motore è il solito punto forte ma a quanto pare è migliorato decisamente anche l'inserimento in curva, c'è ancora da lavorare sulla frenata e la percorrenza. Come detto da Andrea il progetto è acerbo e le prestazioni potrebbero essere altalenanti a secondo delle pista, di sicuro però la strada presa è quella buona e non succedeva da tempo. Per altro non penso che le concessioni Open stiano facendo la differenza, la gomma morbida serve in qualifica e lo sviluppo libero aiuta ma dubito che facciano diventare una moto da metà classifica vincente, in fondo Ducati li aveva anche lo scorso anno è si è visto com'è andata. A mio avviso il potenziale del reparto corse è indiscusso, negli ultimi anni però si era persa la direzione, la Ducati è tornata grande guardando al passato ed al lavoro di gruppo, Ciabatti e Tardozzi sono uomini storici, Dall'Igna la guida per indicare la via. La capacità di lavorare a testa bassa di Dovizioso ha poi evitato la pressione data dalla primadonna che deve vincere subito e completato il quadro.

Jorge Lorenzo: a vedere la gara verrebbe da dire che è stato suonato, guardando i tempi qualcosa non quadra e alla fine si scopre che ad un certo punto gli si è staccata l'imbottitura del casco e gli è finita davanti agli occhi riducendone la visuale. Ora se anzichè star seduti sul divano aveste mai guidato una moto e provaste ad immaginare una cosa del genere la maggior parte di voi penserebbe di fermarsi a bordo strada e provare a risolvere. Lui ha perso circa mezzo secondo al giro ed ha provato comunque a salire sul podio, non voglio farlo passare per eroe, ma crocifiggerlo per essere arrivato a meno di tre secondi dal compagno con un fastidio del genere è ingiusto. Avrà modo di rifarsi.

Marc Marquez: la sua gara parte con un errore da pivello alla prima curva, dopo una brutta partenza, ed una sportellata violentissima che pone fine alla gara di Bautista. Poi però si lancia in una rimonta furiosa che lo porta al quinto posto, prova a tornare sul trenino di testa ma è troppo tardi ed oramai le gomme sono in difficoltà, si mette il cuore in pace e porta a casa punti. Per come la vedo io non è una sopresa, Marc non è nuovo a qualche cappellata, solo che l'anno scorso le ha fatte a mondiale praticamente già chiuso mentre qui è capitato alla prima gara. Non so se senza l'errore avrebbe vinto ma di sicuro sarebbe stato lì a giocarsela, facilmente la prossima gara sarà lì davanti anche se pare che lui e la Honda non abbiano più il vantaggio abissale dello scorso anno. Non dimentichiamo però che anche dodici mesi fa qui faticò non poco per battere Valentino... e poi dominò buona parte del mondiale...

Cal Crutcholw: alterna grandi prestazioni ad errori clamorosi, vedi la qualifica, in gara incredibilmente fa il ragioniere e porta a casa il settimo posto, primo dei privati. Non sarà una prestazione da strapparsi i capelli ma alla prima gara con la Honda ha fatto il suo dovere non commettendo errori e facendosi battere solo dagli ufficiali.

Bradley Smith: si fa battere da Crutchlow ma in volata riesce a mettersi dietro il più quotato compagno di squadra. Le sue traiettorie continuano a tratti a fare paura ma sembra stia maturando e l'arrivo in trenino con Pol Espargaro fa pensare che oggi da questa Yamaha non si poteva spremere tranto di più.

Yonny Hernandez: il colombiano merita un applauso, dopo buone qualifiche fa un ottima partenza e dei primi giri gagliardi, poi pian piano cala fino alla decima posizione finale. Non va però dimenticato che la sua Ducati non è quella degli ufficiali, lui gira con la moto che ha concluso la scorsa stagione. Onestamente spero gli diano in fretta una GP15 perchè potrebbe regalarci delle belle sorprese.

Aleix Espargaro: sono anni che dico che è un gran talento e lui continua a confermarlo, la Suzuki non è nata male ma non è certo al livello delle migliori, basta vedere quanto paga in velocità sui rettilinei, Aleix le prova tutte ma alla fine diventa difficile quando in rettilineo gli altri ti staccano gli adesivi dalle carene. Nonostante questo porta la debuttante Suzuki ad un passo dalla top ten. 

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