Troy Bayliss ringrazia e saluta

Ci ha provato ma, evidentemente, si aspettava un risultato un pò diverso. In pista è sembrato quello di sette anni fa ed è riuscito ancora a regalare grandi emozioni. Alla fine della trasferta in Thailandia ha però ringraziato tutti e si è congedato, la sua avventura finisce qui, nella prossima gara non ci sarà.

Avevo già preparato i soldi per volare in Spagna e rivederlo dal vivo ed invece non ci sarà. Troy Bayliss alla fine della seconda gara in Thailandia è stato chiaro "Basta, più di così non posso fare. E' stato bello, grazie." e nel farlo aveva gli occhi lucidi ed ha incespicato, visibilmente commosso. I risultati in queste quattro gare non sono sicuramente degni di lui, 13° e 16° in Australia, 9° e 11° in Thailandia, ma se si guarda alle condizioni sembrano quasi un Miracolo. Bayliss è ad un passo dai 46 anni e non correva una gara Superbike dal 2008, ben sette anni! A questo va aggiunto che, seppur allenato, non ha certo fatto preparazioni specifiche per la Superbike e, seppur continui a girare in moto, correndo nel Dirt Track, negli ultimi anni ha fatto solo qualche test con una Superbike. In Australia poi è arrivato all'ultimo momento e saltato le prime prove per un problema tecnico. In Thailandia, con qualche chilometro in più sulle spalle, si è però trovato in un circuito su cui le Ducati hanno faticato, Davies è caduto in entrambe le gare per provare a stare coi primi, e con un clima che ha messo in difficoltà più di un giovincello.
Nonostante le scusanti i risultati sono bugiardi soprattutto se comparati alla professionalità, l'impegno e la mentalità di Troy, è bastato vederlo in pista col suo stile unico, tutto fuori dalla moto, di traverso, saltando sui cordoli e con numeri incredibili. Sono bugiardi anche se si guardano i tempi, Bayliss in qualifica, in Thailandia, si è piazzato dietro il compagno a soli due decimi, scusate se è poco, Davies è un giovane promettente che corre in Ducati, e con questa moto, dallo scorso anno, poi la costanza in gara è un altro discorso ed è ovvio che in queste condzioni e con così poca esperienza su questa modo sia molto più difficile da mantenere. Eppure basta ascoltarlo nelle interviste, quando dopo le prove in Thailandia gli si faceva notare che era a solo due decimi dal compagno lui ha prontamente risposto che però era ad un secondo dalla vetta. Eccola la mentalità del vincente, poco gli importa che, nonostante tutto, sia riuscito a girare forte quasi quanto il compagno, a lui pesa il distacco dal primo.
Sinceramente era molto difficile aspettarsi che Troy potesse lottare per la vittoria anche se, visto le imprese impossibili a cui ci ha abituato in passato, un pizzico di speranza di vederlo sul podio penso lo avessimo tutti, ma evidentemente lui si aspettava di più, ha sofferto, sudato e combattuto con avversari che potrebbero essere suoi figli e che, probabilmente, sette anni fa avrebbe suonato come zampogne, ma non è bastato. Alla fine Troy da Campione che è si è reso conto che pur dando tutto se stesso più di così è difficile fare e con gli occhi lucidi ed il magone, da vero Signore, l'ha ammesso davanti a tutti ed ha salutato la compagnia.
Ancora una volta nella sua carriera è riuscito ad emozionare nelle sconfitte tanto quanto nelle vittorie e dimostrato, scusatemi se insisto, non solo di essere un grandissimo Campione ma anche un vero SIgnore. Ancora una volta non ha fatto mancare la sua grande disponibilità e non è un caso che a tanti anni dal ritiro abbia fatto di nuovo impazzire tutti toccando tanti cuori, quando gli hanno chiesto come si spiegasse che così tanta gente si sia riversata ad incitarlo sui social non ha saputo cosa rispondere e si è limitato ad un "no so sono solo una persona normale". Beh è proprio questo il punto, Troy nonostante le vittorie ed il successo non si è mai montato la testa e non si è mai atteggiato a star, è rimasto, appunto, una persona normale che non si è mai negata ai suoi tifosi e che ha sempre dato tutto fuori dalla pista quanto, e forse più, che in pista. Un enorme striscione a Monza anni fa recitava "Troy uno di noi", sì, Troy è proprio uno di noi e lo sarà sempre.
Tutto questo lo si vede anche nel modo in cui Bayliss abbia sempre messo daccordo tutti rendendo praticamente impossibile trovare qualcuno che ne parli male, anche tra i suoi avversari, in questi giorni sono stati in tanti a citarlo sui social facendogli sapere quanto sia stato un onore dividere la pista con lui. Chiudo citando un intervista a Baiocco, che potete trovare qui, dopo gara uno: "... Troy all'inizio faceva davvero... da matti... tutta la gara ha fatto da matti... si vede che guida con tanto cuore... se noi avessimo la metà del cuore suo lotteremmo tutti per vincere... si impara tanto vedi proprio... fa delle cose assurde..." ... insomma gli anni sono passati, i risultati sono un pò cambiati ma in pista Troy è sempre il solito matto. Grazie Troy, ancora una volta.

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