Superbike Phillip Island 2015

A Phillip Island, Australia, si sono aperti i mondiali Superbike e Supersport 2015, tante le soprese tra ritorni, conferme e rinascite, senza contare il cambio regolamentare che ha cambiato tutto e niente. Andiamo quindi ad analizzare un pò quanto è sucesso nel weekend appena concluso.

La prima gara del 2015 era molto attesa soprattutto per vedere gli effetti del cambio regolamentare che hanno limitato alcune modifiche al motore ed all'elettronica, i primi riscontri dicono che le moto hanno perso meno di un secondo al giro rispetto al 2014, lasciando perdere le qualifiche, interrotte a metà per la caduta di Salom, nelle due gare i giri veloci di Halsam e Davies pagano circa 9 ed 8 decimi rispetto al giro record dello scorso anno. Ancora di meno è cambiato se si guardano le prestazioni delle varie moto, Aprilia, che ha passato l'inverno a piangere miseria per un regolamento che doveva penalizzarla a morte, resta al momento la moto da battere con la Kawasaki attaccata al sedere, insomma niente di diverso dalla scorso anno per due reparti corse che hanno lavorato benissimo, forse hanno perso un pò di vantaggio da Ducati ed Honda ma solo le prossime gare ci diranno quanto. Di sicuro la Ducati ha sensibilmente ridotto lo svantaggio in rettilino, dove lo scorso anno veniva regolarmente sverniciata, ed in cui in questo weekend si è difesa discretamente.

Veniamo alle due gare della Superbike che ci hanno regalato il solito spettacolo con tante battaglie, sorpassi ed un finale incerto fino alla bandiera a scacchi tanto da richiedere il fotofinish in gara 2. Se fossimo nel 2014 Phillip Island sarebbe stato un dominio Honda con due doppiette, purtroppo per loro però entrambi i piloti hanno cambiato casacca quest'anno e se Rea è dove me l'aspettavo Haslam mi ha invece un pò stupito. Il buon Leon non vinceva una gara da ben quattro anni e il suo talento, complici anche un paio di brutti infortuni, sembrava in declino, invece salito sull'Aprilia è rinato adattandosi alla moto in un lampo, dove invece Melandri, lo scorso anno, aveva impiegato mesi. Haslam senza qualche errore di troppo nella prima gara avrebbe addirittura potuto portare a casa una doppietta ed invece ha dovuto dividere il bottino, e condividere la leadership in classifica, con l'ex compagno di squadra passato ora alla Kawasaki. Rea là davanti se lo aspettavano tutti e lui ha avuto la bravura di non fallire riportando la Kawasaki al successo su una pista dove non vinceva dal 1996. Insomma la battaglia Kawasaki-Aprilia per il mondiale sembra rinnovata e Rea ed Haslam si sono candidati come i due duellanti per il titolo, troppo presto comunque per dar per morto Sykes, l'inglese qui ha sempre fatto molta fatica e sono certo che tornerà presto dove è abituato a stare, dalla sua poi avrà probabilmente la solita costanza di risultati cosa su cui Rea ed Haslam negli ultimi anni non hanno brillato. Da sottolineare che la campagna acquisti Aprilia, che aveva lasciato più di qualche dubbio, non ha stupito solo con Haslam, anche Torres ha fatto bene per tutto il fine settimana portando a casa un buon quarto posto in gara 1, la caduta nella seconda uscita non cambia il giudizio complessivo su un ottimo debutto.
E veniamo alla Ducati che ha perso Giuliano prima ancora di iniziare, l'italiano rischia di pagare duramente la caduta nei test, le prime analisi dicono che rischia di saltare ben quattro appuntamenti! La rossa si è comunque difesa bene con Chaz Davies che con due gare di sostanza ha portato a casa due terzi posti chiudendo podi dominati dagli inglesi. Su Ducati poi si sono concentrate le attenzioni di mezzo mondo per il ritorno in pista di Troy Bayliss a quarantacinque anni d'età ed a sette dal ritiro. Il Campione australiano ha sostituito Giuliano saltando in sella senza un preparazione specifica e senza aver mai provato la moto, per di più ha dovuto anche saltare tutta la prima sessione per un problema al motore. Troy aveva come obbiettivo quello di dimostrarsi di non essere più all'altezza del mondiale Superbike, beh posso dire che ha decisamente fallito. A dispetto dei risultati, tredicesimo e sedicesimo, se si guardano i tempi, i suoi giri veloci, i sorpassi e i primi giri di gara due attaccato al trenino di testa non è difficile capire che se tornasse a correre potrebbe tranquillamente puntare in alto. A pregiudicare le sue prestazioni sono stati problemi di gomme causate principalmente da un assetto improvvisato e da uno stile di guida da adattare alle nuove coperture. Insomma Troy, nonostante l'età, resta il gran manico che è sempre stato ed ha dato una bella lezione a tanti giovani rampanti.
La Honda ancora una volta riesce a rimanere a galla più grazie al pilota che alle qualità della moto, perso Rea hanno promosso il fenomeno VD Mark che al debutto, con una moto tutt'altro che facile, ha portato a casa un quinto posto con una gara gagliarda e qualche contatto al limite, la caduta in gara due è più ch giustificabile per un debuttante. Il campione in carica Guintoli chiude con un settimo ed un quinto posto ma è difficile etichettare la sua prestazione deludente visto i postumi del recente infortunio. Giudizio rimandato, come per De Puniet che riesce a chiudere settimo nella seconda gara dopo una prima uscita difficoltosa, anche su di lui le conseguenze della caduta nei testi erano più che evidenti. Qui a deludere è la Suzuki che con una serie di problemi ha tarpato le ali ad un Lowes che nei test era andato fortissimo, una grossa occasione sprecata visto anche che nel 2014, dopo la vittoria qui in Australia, non si era praticamente più affacciata nelle posizioni di vertice.
Prima di chiudere mi piace sottolineare le due belle gare di Terol, ottavo e sesto, al debutto sulla Ducati Althea e, soprattutto, il decimo e l'ottavo posto di Leon Camier con la MV Agusta che dopo un 2014 disastroso è riuscita ad entrare nella top ten in entrambe le gare.

Parlando di MV non posso non scrivere due righe sulla Supersport dove la piccola casa Varesina ha portato a casa una sontuosa doppietta con Cluzel e Zanetti. Un piccolo aiuto è arrivato da un contatto che ha complicato la vita a Sofuoglu, alla fine sesto dopo una rimonta con giro veloce, ma non cambia comunque la splendida prestazione che candida la MV alla lotta per titolo. Il podio è stato chiuso da Gino Rea ma l'impressione, almeno qui, è che il titolo sarà un affare tra il duo MV ed il pluricampione turco della Kawasaki.

Adesso un mese di pausa prima di tornare in pista per la prima in Thailandia, una pista nuova per tutti e senza riferimenti su cui è ancora più difficile del solito fare previsioni, unica certezza, trattandosi della Superbike, lo spettacolo. Per la cronaca "radiobox" candida Xavi Fores a sostituto di Giuliano, scendono le quotazioni di Pirro... fosse per i tifosi non ci sarebbero dubbi ed in pista ci sarebbe una Ducati col 21 sulla carena...

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