Quarta Dakar consecutiva per la Mini

La Mini conquista la sua quarta Dakar, consecutiva, e sembra inarrestabile, molti di quelli che mi conoscono superficialmente e leggono la notizia mi fanno i complimenti, neanche avessi vinto io! In realtà la cosa non mi tocca più di tanto anche se mi colpisce l'impresa sportiva.

 Parliamoci chiaro sono un nostalgico, me lo dicono in tanti, e come tale mi comporterò prima di tutto da vecchio borbottante, innanzitutto lamentandomi del fatto che la Dakar non suscita più in me quel fascino di qualche anno fa, quando era Parigi-Dakar, ed andava davvero da Parigi a Dakar, e in alcuni periodi ci correvano anche le auto del mondiale rally. Ma il nodo dolente è un altro, se la Dakar fosse stata vinta dalla vera Mini probabilmente esulterei strappandomi la maglia ed aspetterei di ricevere complimenti da ogni dove, quasi avessi vinto io, sì sono fatto così, quando sono appassionato di qualcosa divento maniaco e tendo a sentirmi come se avessi un pò vinto, o perso, pure io. Ma per me la Mini, quella vera, è un altra roba di cui la nuova mini non è neppure una brutta copia, è una cosa diversa che cerca di ricordarne, molto lontanamente, le forme, figuriamoci l'aggeggio che ha vinto la Dakar! Detto questo, e smessi per un attimo i panni del rompiballe, devo ammettere che la Dakar resta un raid massacrante ed affascinante e, da appassionato di corse, non posso negare l'impresa sportiva fatta dal buggy Mini. Questa Mini ha debuttato alla Dakar nel 2012 centrando subito il successo, per la precisione una doppietta con Peterhansel e Roma, ma c'è di più, tre Mini tra i primi quattro e cinque nei primi dieci regolando Toyota ed Hummer. L'anno successivo è andata un filo meno bene ma non è mancata la vittoria, ancora con Peterhansel, e mettendo 3 auto nei primi 4, solo De Villiers con la Toyota, secondo, ha rotto le uova nel paniere. L'anno scorso è arrivata la tripletta, vittoria di Roma davanti a Peterhansel ed Al-Attiyah, ed un dominio assoluto, sette auto nei primi dieci con ancora una volta la sola Toyota di De Villers, quarta, ad arginare l'ondata di Mini. Quest'anno l'impresa sembrava un pò più complicata, non solo perchè continuare a confermarsi è sempre difficile, ma anche per il ritorno in veste ufficiale della Peugeot con mezzi e programmi abiziosi. Ed effettivamente quella di quest'anno è stata forse la Dakar più difficile per la Mini soprattutto per gli inconvenienti durante il percorso che hanno anche messo fuori gioco Roma, ma alla fine è arrivato il quarto centro con Al-Attiyah che si è messo dietro il solito avversario, l'irriducibile De Villiers con la Toyota, ma piazzando comunque quattro auto nei primi cinque e cinque nei primi dieci. Ha per ora fallito la Pugeot, tanti guai ed il solo Peterhansel al traguardo, undicesimo, a dimostrazione che, pur avendo mezzi e budget non è così facile vincere. Insomma per quanto la nuova Mini non mi piaccia per nulla, e non abbia festeggiato con lo champagne, devo levarmi il cappello davanti a questo ennesimo successo che, giusto per chiarire la portata, mette la Mini nella storia della Dakar perchè quattro vittorie consecutive sono riuscite solo a Peugeot (1987-1990) e all'inarrivabile Mitsubishi Pajero Evolution con sette consecutive (2001-2007) e la bellezza di dodici centri tra il 1987 ed il 2007!

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